Velocità, che passione!!

parliamo di motori e di velocità…..gnam gnam……

 Di politica ritorniamo a parlarne poi, ora si parla di motori!

Ricordo da bambino, avrò avuto 3 – 4 anni, non vedevo l’ora di cresce! la macchina di famiglia, in quel tempo era un Lancia Appia 3 serie, grigio topo, che ci fu rubata una sera, fu ritrovata dopo un pò di giorni, ridotta ad un rottame, era stata incendiata.

Poi arrivo lei, FIAT 1100 R, colore carta zucchero, con interni in panno dello stesso colore, ma con coprisedili in finta pelle rossi, che bella che era! Ricordo che la voglia di crescere, per arrivare a tenere lo sterzo e riuscire a pigiare i pedali era tale che ogni giorno mi misuravo, papà mi faceva guidare sulle sue gambe, poi mio fratello più grande un giorno, avro avuto credo sugli 8-9 anni, mi mise al volante, dopo aver pregato, essermi prostrato,promesso servigi da schiavo vita natural durante affinchè mi facesse provare! Che esperienza! che emozione! ero finalmente riuscito a coronare il mio primo sogno, appagare il mio grande desiderio, ecco avevo guidato un auto, quello sarebbe stato l’inizio del più  bel rapporto con il fantastico mondo dei motori e della velocità!

Era il tempo di Lauda, Ragazzoni, Munari, Agostini, insomma, tanta di quella carne a cuocere per me che non finiva mai, la passione erà già febbre, malattia, fede, per i motori, per la velocià ma soprattutto per lei la Ferrari, che incarnava e incarna la velocità, la scarica di adrenalina che ti dà.

Poi arrivò Gilles Villeneuve, il canadese volante, era ed à stato per me l’unico pilota, alla sua morte a Zolder, nel 1982 ho pianto,pianto come fosse morto un amico,un fratello, il dolore fu tale che in quel momento ho capito che l’amore per questo sport meraviglioso, per la velocità, ma altamente individuale, non ti permette di provare dei sentimenti per un’altro essere umano, dato che per grande che esso sia, al volante di un mezzo meccanico, può morire. Sai che cosi, cosi anche per te, sai che ogni volta che vuoi provare la scarica di adrenalina, che ti da la velocita, che cerchi di “controllare qualcosa che è incontrollabile” lei è li, la temi, la rispetti, la accarezzi, gli vai vicino, ma sai e sei consapevole che può prenderti in qualsiasi momento, nell’attimo più bello. E’ il prezzo che devi essere disposto a pagare se vuoi la dose.

Gilles se andò contro un paletto della recinzione di legno, l’urto gli spezzò il collo, cosi accadde anche mesi dopo a Riccardo Paletti, anni dopo fu la volta d Elio De Angelis, fino ad Ayrton, Imola 94 ma ne parleremo più avanti di questo.

In quegli anni, adolescenza, la febbre era totale, dalla Formla 1 ai rally alle moto. Metà anni 80, tutto ciò che poteva dare la dose, insomma. La Lancia, finita l’era Stratos con il Drago, avevo tirato fuori la 037, vi mori Attilio Bettega. Audi aveva tirato fuori la trazione quattro, la Peugeot la 205 e la Lancia dovette adeguarsi, e come si adeguò! tirò fuori la belva! Un capolavoro di meccanica, una mostro a quattro ruote motrici a motore centrale, sovralimentata con compressore volumetrico in abbinamento al turbo, in altre parole 400 e chi più ne ha più ne metta di scalpitanti cavalli scaricati a terra a mezzo quattro ruote motrici, con coppia ripartia da differenziali torsen. In mano a Toivonen e Sergio Cresto, era come un guanto, come uno stradivari in mano ad un musicista, non ci fu storia, fino all’incidente. Uno spuntone che squarcia il sebatio in una sx su sterrato da 150 e passa km ora. Lei era li, li ha presi entrambi, ma son convinto che entrambi si saranno incazzati poichè se non si fosse squarciato il serbatoi… magari riuscivano a tirarla fuori e finire la speciale! ed avere un’altro pò di “dose”! Da lassù credo che leggendomi, entrambi dicano “cazzo, è proprio cosi!!” 

La “dose”, beh è cosi, in tutti questi anni, chiunque abbia incontrato che pratica questo sport, ha questa addizione, non ne puoi fare a meno quando l’hai “assaggiata” ne vuoi ancora, e poi ancora e magari ancora un pò. E come dicevo, è una danza, una sinfonia, il piacere di una serie di curve che si susseguono, dove danzi tra una curva e l’altra, magari accarezzi il muro, sfiori il guard rail, lei, la macchina flette, si torce, i cinematismi delle sospensioni, i pistoni che si muovono su è giù, le vibrazioni dell’insieme, della carrozzeria, della trasmissione, le gomme che mordono a fatica l’asfalto, il tutto è un’orchestra dove tutti i musicisti sono al tuo servizio, tutti li a dare il massimo per farti avere la tua “dose” di velocità, la scarica di adrenalina, il cuore che pompa, la paura ed il rispetto, per il mezzo e per la signora in nero che può prenderti in qualsiasi momento ed interrompere il piacere!

Ma il prezzo potenziale, anche se alto, merita, Ah se merita!

 

Velocità, che passione!!ultima modifica: 2007-06-08T00:15:00+02:00da robpacelli
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